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S. TEN. RIZZO FILIPPO
Pippo
Proveniente dalla 43ª, arrivò in 42ª in gennaio, abituato
com’era con una compagnia volontari tardò un po' ad abituarsi al
nuovo ruolo di Vice Comandante di compagnia soppiantando lo
S.ten. Saita.
Raffermato, in attesa di nomina a Tenente, dal fisico massiccio,
capello nero corto e barbetta da "vecio", inizialmente burbero è
andata via via ad allinearsi agli standard degli S.ten. di
compagnia. Con il suo enorme bagaglio esperienziale, ha
contribuito alla nostra istruzione: sempre disponibile.
Si rammenta un episodio: dopo aver massacrato la compagnia al
ritorno da un Pollein allietato da ghiaccio e neve con discorsi
sulla uniformità e così via non si è accorto, passandogli
davanti, dell'allievo Sivo: unico ad indossare il tattico al
posto della norvegese.
Indimenticabile quando si è fregiato con occhiali da porno divo
in quel di Pollein: “magnifico!”
S. TEN. CANEPA ALBERTO
Prototipo di S.ten. "non pistaiolo" viene ricordato con piacere
per i suoi modi educati di condurre i contrappelli: entrava ed
usciva dalle camerate chiedendo permesso, augurando buona notte
ed il tutto senza mai accendere la luce.
Altra caratteristica del rosso di Torino era quel strano modo di
sgranare gli occhi che faceva pensare a una via di mezzo tra il
maniaco assassino ed un visionario pazzo.
Frasi tipiche:
- Auc … ma, mi prende per il culo?
- Auc … ma, che cazzo sta dicendo!
- Auc … veda di non rompere i coglioni!
S.TEN. BONZI LORENZO
Instancabile pistaiolo, sin dalle prime ore del nostro arrivo
alla SMALP, soddisfaceva con esaurienti risposte ogni nostra
richiesta: “non me ne fotte un cazzo!!”, “si fotta!”.
Rinomato per le sue notevoli capacità alpinistiche, per altro
agevolate dal carico di zaini non particolarmente gravosi, ha
più volte manifestato il suo apprezzamento per il grado di
apprendimento da noi raggiunto: “storditi, non avete ancora
capito un cazzoooo, un cazzoooo!”.
S.TEN. SAITA MARCO
Sfruttando la sua posizione da S.ten. ha rilevato da subito la
sua naturale inclinazione a tirar pista agli allievi.
Vero animale da stadio non ha mai fatto mistero della sua fede
politica arrivando quasi a ficcare dentro gli allievi che
chiamavano "compagni" i colleghi di corso o chi non marciava al
passo dell'oca.
Ricordiamo le sue terribili reazioni fisiche al grido di “COVVVEVVEEEEEEEEEE”,
che hanno mostrato agli allievi il prototipo dell'Ufficiale in
perfetta forma fisica. A tal proposito ha sostenuto di aver
superato il corso d'ardimento alla scuola di fanteria, tuttavia
alla domanda di un incauto allievo “tenente ci fa vedere qualche
esercizio”, dopo un attimo di esitazione rispose: “Crifò, si
faccia i CAZZI suoi!”.
Frasi celebri:
- E' un mese che siete qui e non avete ancova capito quelle
quattvo cazzate che vi vengono richievste.
- Non va un cazzo bene.
- Ma secondo lei, me ne frega più o meno di un cazzo.
- Siete allievi ufficiali, avete fatto una scelta, me ne
compiaccio, siatene degni (questo all'inizio
delle inevitabili piste).
- Dubbi, domande, incertezze, perplessità? Nessuno? Beeeene.
Le piste:
- Dopo aver trovato, durante una rivista un mozzicone di
sigaretta sul davanzale del bagno ha
tentato di ficcare dentro tutta la compagnia, dovendo poi ripiegare
sull'addestramento formale ed
ancora sulla visione di un'orrenda videocassetta sulla Val d'Aosta.
- Le corse a Pollein azzannando gli allievi da tergo al grido
COVVEVVEEEEE, SIETE DELLE
MINCHIE!
- I ritorni da Pollein con zaino alpino oscillante (da quanto
era vuoto), con passo da leprotto (fino a
quando esagerando ci ha lasciato un ginocchio)
- L'ora di addestramento formale alla scuola di Cesano.
- Dopo una rivista camerate di sabato “avete mancato la libera
uscita per un PELO”, dopo aver
trovato il suddetto su una turca.
Gaffes:
- durante un picchetto ad una cerimonia solenne riusciva a dare
il riposo sul tracoll-arm; a personale
giustificazione possiamo dire che stava smaltendo una sbronza colossale
della sera precedente
coronata da una bella piastrata nel WC di un noto ristorante di Aosta.
- Tentando di sfuggire ad una severa perquisizione degli
"stupefacenti" carraisti Allodi e Criffò
durante un allarme Bravo, rifilava la sua Mini sotto la sbarra che
scendeva, con il risultato di
ritrovarsi irrimediabilmente incastrato sotto la stessa.
- Durante una battaglia a palle di neve, smarriva il telefonino.
Pietoso il tentativo di ritrovarlo
utilizzando un metal-detector, fortunatamente nella concitazione del
momento, la sua diabolica
mente ha partorito la terribile pista di impiegare gli allievi in una
accurata ricerca con la sonda da
valanga.
S.TEN. GASPARINI ALESSANDRO
Casper, squitty
Capo plotone del 1° poi del 2°, all'arrivo dei Sottotenenti
giovani lo S.ten. Gasparinì è stato uno dei pochi che ci ha
accompagnato per tutto il corso.
Della scuola dei mitici S.ten. Bonzi e Canepa, si è distinto per
piste e cazziatoni coi quali sembrava divertirsi un mondo,
soprattutto con allievi più anziani di lui.
Lui in situazioni critiche sapeva dare il meglio di se
soprattutto in marce scivolose (Chamolè) o al freddo glaciale di
certe amene località delle alpi valdostane (TUTTE!); non perdeva
mai la calma e sapeva animare la truppa con la frase ricorrente:
"NAJA BASTARDA".
La sua straordinaria resistenza al freddo gli ha consentito di
trascorrere l'intera settimana al Menouve con la 5 pezzi naja
(unico tra gli Ufficiali, tutti dotati di Goretex): memorabile
quando, tremante come un Black & Decker, cazziava ogni allievo
che si lamentava per il freddo.
Nell'ultima esercitazione, cosciente di essersi imboscato, si
giustificava definendosi S.ten. logista.
Per questo non ha dormito nella truna a – 20° con la truppa e
gli altri Ufficiali, ma ha deciso che il luogo migliore per
passare la notte era una sgangherata AR; purtroppo il
riscaldamento non funzionava e anche lui ha trovato polare, con
grande soddisfazione del Capitano.
Indimenticabili i suoi “allora, forza, c'è gente che non fa un
cazzo qui” – “che c'è, che c'è?” – “che fa Bessi si muove; io la
tengo d'occhio Bessi; ne terrò conto in sede di valutazione, ne
terrò conto.... stia attento Bessi!” – “che fa si ribella, stia
fermo.. no?!”. Un elogio a lui per il servizio svolto e per la
rottura di coglioni che è riuscito spesso e volentieri a
procurarci. Riserva tutta la compagnia una particolare
attenzione per la sempre gradita “Special Guest” Alessia donna
di grandi virtù che ha fatto innamorare molti allievi i quali si
chiedono…
A coronare tutto questo riferiamo il commento del Capitano Fiore
che la vide la prima volta a Chatillon: “’azz, porca di quella
troia, che piezz’ e…”
Si ricorda un momento esaltante, alla cena del secondo e terzo
plotone dove euforico della serata (leggasi UBRIACO ndr.) fece
il cubista in un rinomato locale del centro di Aosta; per
concludere la serata ha scorrazzato per le vie di Aosta
impartendo lezioni morali di vita militare. Si ricorda inoltre
la grande gaffes commessa quando fece lo stemma di compagnia che
grazie ai colori improbabili era più indicata per una scuola
sci.
Il Capitano lo ringrazia per la Gran Riserva offerta dallo
"splendido" Sottotenente.
S.TEN. MATTIA "SCAZZO" PERTEL
Abile cecchino si tiene in costante allenamento con le palle di
neve che non perde occasione di tirare agli AUC sbalzanti a
Pollein.
Leggermente più loquace di un muto in compagnia è amato per
alcuni strepitosi contrappelli lampo durante i quali la
presentazione della forza da parte della prima camerata è più
lunga della rivista di tutto il corridoio.
Incredibile la sua capacità di cambiare espressione, tanto da
essere soprannominato “1'uomo dai due volti” con o senza
norvegese.
S.TEN. GIOVANNI MATTONI
John Bricks, Clark Kent
Quadrato e solido come da cognome lo S.ten. dagli occhi di
ghiaccio ha cercato subito di imporsi con il suo apparente
atteggiamento duro e sprezzante. Per fortuna questo
comportamento ha avuto breve durata, conquistandosi grazie alla
sua pazienza e disponibilità la simpatia degli allievi,
soprattutto dopo aver fatto trovare lungo al nostro buon
Capitano nella ricognizione a Malga Frumiere.
Rimarrà sempre nel nostri cuori la breve sosta con grolla
durante la "durissima" settimana sci. "MATTO MATTO DA FLOWER,
PASSO FINE!"
S.TEN. FOLLADOR MARCO
Ex camerata tre (scusate se è poco). Orgoglioso di essere S.ten.
alpino nonché alpiere. Vittima di strani scherzi del destino,
soggetto a frequenti attacchi in forma acuta di astinenza da
Pollein durante la licenza post corso, si è ritrovato
nell'amatissima Aosta quale topone addetto ai servizi.
In pochi Tenenti è possibile riscontrare cosi marcati tratti di
alpinità:
- Prestanza fisica dimostrata nell'apprestare in palestra un
percorso di guerra al limite dell'umano
per gli allievi, ma al di sopra delle sue reali possibilità (il Generale
ha provveduto rinnovando la
palestra pesi).
- Amor patrio. Fin dai primi giorni in 42ª, ha dato prova del
suo forte senso di campanilismo
dotando ogni allievo del depliant turistico di Falcade. Falcade, appunto,
regina delle Alpi e delle
Dolomiti presto è diventata, nell'instancabile mente creatrice del nostro
Capitano, il sinonimo del
concetto Folla.
- L'ombra. Con lui seduto al tavolo non manca mai la bottiglia
di rosso. Vanta una lunga scuola di
applicazione al bottiglione, ha imparato a conviverci sapendo sfruttare
gli amabili effetti positivi
quali: affabilità propensione allo scherzo, impennaggio della curva
dell'amicizia con la compagnia.
Ultima, ma non meno importante dote, è l'eccezionale olfatto, in
grado di individuare la presenza di salumi nelle camerate a
diversi km di distanza : un vero "Tenente da trifola".
S.TEN. PECCHIO CHIARIGLIONE MARCO
Specie: uccello
Nome scientifico: Pecchius chiarigliones vulgaris
Gruppo: mortaius
Apertura alare - auricolare: enorme
Peso: 20-30 kg. (prima di svuotare il suo guano sugli AUC della
42ª cp)
Abitudini: specie di urla, nidifica nelle vicinanze della amena
località di Pollein.
Nonostante la giovane età, ha precocemente sviluppato capacità
pistaiole proprie della specie (vedi S.ten. Saita).
Indimenticabile la svolazzata di corsa di 57 minuti nella
foresta di Cesano.
Episodi significativi:
eccezionale quando in occasione della riconsegna dei materiali
scopre la mancanza di un' accessorio dì un preziosissimo FITRE:
urlando come un ossesso minaccia l’intera compagnia di severe
sanzioni (…qualcuno avrà un addebito se non si trova
immediatamente il responsabile). Incazzato come una bestia si
rivolge ai Tx costringendo l'AUC Dacquino ad una ricerca del
responsabile tramite il registro dei materiali; l'AUC, gaudente,
faceva alla fine notare che il responsabile del FITRE difettoso
era proprio lui lo S.ten. Pecchio Chiariglione Marco.
Lo sventurato Tenente cercava immediatamente l'imbosco ma
indifeso veniva smascherato durante la cena di plotone.
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